Marco Pucci

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I nickelodeon

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Nel 1906 in America nascono le prime nickelodeon (chiamate così perché il prezzo al pubblico era di un nichelino), delle sale o vecchi teatri dove le proiezioni si susseguono per tutto il giorno a un prezzo accessibile alla massa operaia.

Per la prima volta nella sua storia il cinema ha una sede dedicata esclusivamente alla visione di film.

 

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Grazie alla diffusione della professione di regista e quindi al moltiplicarsi di pellicole con diverse tipologie di film, i vecchi ambulanti possono finalmente fermarsi e non andare più alla ricerca del pubblico: con questo aumento di proposte, gli spettatori tornano in queste sale giorno dopo giorno.

Le proiezioni non sono ancora  dei veri e propri film, il linguaggio cinematografico sta facendo in questi anni i suoi primi passi.

In Inghilterra numerosi cineasti studiano il modo di continuare una stessa azione da un’inquadratura ad un’altra. L’obiettivo è quello di ottenere una narrazione lineare composta non soltanto da un’unica inquadratura e da un’unica ripresa, ma da un insieme di più riprese che, montate insieme, danno una continuità temporale. Il cinema sta costruendo il suo linguaggio narrativo. Sempre in Inghilterra vengono girati film a scopo educativo, seguendo la struttura narrativa delle fiabe – la storia inizia con un ordine, l’ordine viene compromesso ed infine, con l’epilogo, si ristabilisce un nuovo equilibrio.

Anche in America, negli stessi anni ma in maniera del tutto indipendente, si cerca di raccontare storie attraverso un sistema narrativo lineare: Edwin Porter gira nel 1903 The Great Train Robbery (La grande rapina al treno), composto da 14 episodi o scene. Una voce narrante spiega il susseguirsi delle immagini e molte sono le trovate per impressionare il pubblico, ad esempio in una scena un fuorilegge spara verso gli spettatori. Questo episodio viene inserito a seconda della tipologia di pubblico presente in sala, per non impressionare troppo donne e bambini.

 

 

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Il primo nickelodeon nasce a Pittsburgh, in Pennsylvania, nel 1905. I due imprenditori Harry Davis e John P. Harris aprono la loro sala all’interno di un teatro, chiamandola appunto nickleodeon. Il successo dell’offerta di una programmazione continua e a un basso prezzo sarà immediatamente replicata in numerose città americane (circa 8000 tra il 1997 e il 1908).

 

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Il nickelodeon quindi fa da tramite dal primissimo cinema dei baracconi a quello più articolato dove i cineasti realizzano film della durata di parecchi minuti, cercando di raccontare una storia e non di affascinare il pubblico con le sole immagini. Proprio questi film dalla durata maggiore hanno un enorme successo. Da una parte i gestori delle sale invogliano i registi a girare film lunghi per evitare una programmazione frastagliata di tanti piccoli film e soprattutto per far pagare un biglietto leggermente più caro. Dall’altra i nuovi registi vogliono sperimentare nuove tecniche visive e di montaggio per raccontare le loro storie.

Questi luoghi di intrattenimento a basso costo, si riempiono durante tutto il giorno con una nuova forma di visitatori: la classe operaia e nuovi immigrati. I primi nickelodeon nascono infatti nelle periferie delle grandi città, sono luoghi piccoli (che contengono al massimo duecento persone), con posti a sedere su scomode panchine di legno, al buio. con gente che va e che viene in continuazione. La bassa reputazione del cinema riscontrata nella fase precedente, continua anche in queste nuove sale dove non mancano scippi e situazioni caotiche dovute al livello sociale del pubblico.

Con un numero sempre maggiore di visitatori, anche l’offerta degli spettacoli è destinata a mutare. È così che nascono i vari generi cinematografici che ritroviamo anche oggi: horror, western, giallo, thriller, comico, drammatico, etc…

In questi nuovi locali il cinema subisce anche un’altra grande rivoluzione: la presenza del narratore scompare per lasciare il posto ad una narrazione più semplice, aiutata da didascalie. Con quasi duecento spettatori infatti non è più possibile raccontare una storia, il rumore della sala è troppo alto per raggiungere tutti.

Il cinematografo dei fratelli Lumière, capace di illustrare storie grazie a una voce narrante, lascia il posto al cinema, dove la storia viene raccontata dalla sola macchina. Con l’introduzione dell’audio durante gli anni ‘30 questo passaggio sarà completato: lo spettatore si ritroverà solo davanti ad una proiezione in grado di comunicargli qualsiasi cosa in maniera estremamente coinvolgente.

I nickelodeon finiscono la loro breve storia qualche anno dopo: gli impresari vogliono catturare l’attenzione della classe media e quindi iniziano a costruire sale più confortevoli, posizionate nel centro delle città e con un prezzo del biglietto maggiore. Il declino di queste sale di periferia è dovuto anche al mutare della struttura dei film che diventano molto più lunghi. Per vedere un film della durata di un’ora bisogna stare comodi e le vecchie panche di legno vengono definitamente abbandonate.

Le nuove sale stanno per nascere e con esse il cinema farà un salto qualitativo impressionante.

 

 

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