Cinema delle attrazioni

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Nel primo decennio dell’invenzione del cinematografo (fino al 1906) la visione dei film avveniva in piccoli locali pubblici o privati. Bar, teatri e baracconi ambulanti erano la primissima offerta per la visioni di questo nuovo tipo di spettacolo. Le sedi definitive dedicate solamente al cinematografo arriveranno qualche anno dopo, inizialmente bisogna adattarsi con sedie e panche montate qualche ora prima dello spettacolo. I primi imprenditori devono spostarsi di città in città per cercare nuovo pubblico, vista anche la scarsa produzione di film all’epoca: le pellicole, la cui attrattiva era strettamente legata a fenomeni come il circo, diventavano subito “vecchie” e quindi le sale non potevano essere stanziali. Possiamo quasi paragonare la prima era del cinema alle giostre presenti nei moderni luna park dove vediamo delle attrazioni che propongono film in 4D (vedremo più avanti questo tipo di spettacoli).

Stiamo parlando di un periodo in cui la narrazione e il linguaggio cinematografico devono ancora formarsi. I primi film, della durata di pochi minuti, sono spesso scene comiche o riprese dal vivo di luoghi lontani o di azioni comuni come balletti o incontri sportivi: in questa fase l’attrattiva è costituita dal mezzo in sé, dalla macchina magica che mostra immagini in movimento piuttosto che dalle scene mostrate. Dobbiamo ricordare che il pubblico dell’epoca è costituito soprattutto dalle masse, tra le quali il livello di analfabetismo è altissimo. Le uniche tipologie di svago in quegli anni riguardano fiere e feste di paese dove vengono esposti animali esotici o i cosiddetti freak: uomini e donne provenienti dall’Africa, persone affette da deformazioni genetiche, donne barbute e uomini forzuti, ecc… Questo genere di spettacoli, in voga dal 1700 ma con un successo enorme in Inghilterra e negli stati Uniti a partire dal 1800, consistevano proprio nel mostrare al pubblico pagante una serie di rarità umane o come definite al tempo “scherzi della natura” o uomini che compievano azioni bizzarre come sputa fuoco o mangia spade. All’interno di tende o in apposite carrozze questi girovaghi partecipavano alle varie fiere di tutto il mondo occidentale.
Il più famoso di questi personaggi fu sicuramente Elephant Man ovvero Joseph Merrick che venne esposto in un negozio di Londra nel 1884. A causa delle sue deformazioni il successo della mostra fu incredibile ma, è anche vero, che il pubblico dopo qualche tempo iniziò a protestare e la polizia dovette chiudere l’esposizione dell’uomo elefante.

 

 

Tutto questo per rendere l’idea del contesto in cui il cinema muove i suoi primi passi e del tipo di pubblico al quale si rivolge. Il cinema, con i suoi sogni su pellicola, contribuirà in maniera definitiva a far estinguere questo tipo di orrendi spettacoli, modificando il modo di divertirsi della gente. Forse non è un caso che tra i primi registi ad avere un enorme successo c’è George Mèliés che con i suoi scheletri ballerini e teste rotanti, introdusse il fascino di mondi fantastici in grado di generare uno stupore tale da far impallidire l’effetto delle crudeli esposizioni dei “diversi”.

 

 

Il 4 maggio 1897 il cinema ha una prima battuta d’arresto: durante una manifestazione di beneficenza, il Bazar de la Charité di Parigi, una tendo-struttura con bancarelle, spettacoli e una sala per il cinematografo, prende fuoco. La colpa è della lampada utilizzata per le proiezioni che esplode e incendia tutto il materiale altamente infiammabile presente nella sala di proiezione, in primo luogo le pellicole. Le fiamme che divampano nella struttura in legno e tela avvolgono i visitatori che, presi dal panico, cercano di scappare accalcandosi gli uni sugli altri. Su 1200 persone del pubblico, 126 persero la vita (ben cento di queste, tra cui la duchessa di Alençon sorella dell’Imperatrice Sissi di Austria, erano donne, sovrastate dalla galanteria degli uomini del tempo). Quest’episodio fece scalpore in tutto il mondo e l’immagine del cinematografo subì un grave colpo. Alcuni paesi, come la Francia stessa, cercarono immediatamente di bloccare le proiezioni ma, per fortuna, il cinema non fu fermato e la gente, semplicemente, dimenticò.

 

 

Nei suoi primissimi anni dunque il cinematografo era uno spettacolo che vagava senza fissa dimora  tra piccoli locali, teatri di varietà o seguendo il flusso di baracche ambulanti che affollavano le feste e paesi lontani. Fu proprio grazie agli imprenditori del primo cinema, decisi a spostarsi per raggiungere un pubblico sempre nuovo, che la magia su pellicola venne conosciuta nei posti più disparati. Con la diffusione di questa nuova proposta d’intrattenimento vennero dimenticate ben presto  tutte le macchine visive antecedenti al cinema – la lanterna magica, il mondo nuovo, il cineografo, ecc… – e si andò a creare quell’attenzione necessaria al successo delle future sale cinematografiche in pianta stabile di tutto il mondo.

Tra i più famosi baracconi mobili va ricordato il Cinema Kétorza di Salomon Kétorza. Occorrevano quattordici vagoni ferroviari per trasportare questa enorme struttura capace di ospitare mille posti a sedere e grande ventisette metri in larghezza per otto di profondità.

 

 

Di notevole importanza in questa fase della storia del cinema è la figura dell’imbonitore o narratore, cioè colui che aiuta nella comprensione del film parlando al pubblico. Questa figura era già presente nell’ambito degli spettacoli ambulanti e il suo compito era quello di richiamare l’attenzione per attrarre più spettatori possibili. L’imbonitore inoltre accompagnava i clienti all’interno della tenda e narrava le storie legate alla merce esposta (umana e non). È quindi normale che il narratore sia presente fin da subito anche nelle sale cinematografiche. Ma il vero motivo della sua presenza è soprattutto che lo spettatore dell’epoca non è ancora in grado di capire una storia narrata solamente per immagini. L’imbonitore ha il ruolo di leggere le didascalie dei film muti per gli spettatori analfabeti (la maggior parte) e di spiegare lo svolgersi delle scene che stanno vedendo.

Questo aspetto è molto importante perché ci fa rendere conto dell’enorme sforzo che hanno dovuto compiere i futuri registi nello studio e nell’analisi delle inquadrature, dei movimenti di camera, del montaggio delle scene, ecc…per inventare da zero un nuovo linguaggio che doveva essere appreso e capito senza l’aiuto di narratori e didascalie.

In Europa e negli Stati Uniti il cinema e le prime proiezioni si diffonde negli stessi anni. In America nel 1896 Thomas Edison presenta la sua nuova invenzione, il vitascope (non proprio una sua invenzione ma un’evoluzione di una precedente versione inventata da Thomas Armat), in grado di proiettare film su una parete. Con questo mezzo (a differenza del suo kinetoscopio che consisteva in un sistema di visione individuale – vedi capitolo precedente) è in grado di far pagare più persone contemporaneamente per la visione di uno stesso spettacolo, come già intrapreso dai fratelli Lumière con il cinematografo in Francia. Negli anni successivi molte società mettono in commercio  proiettori molto simili al vitascope, facendo iniziare una battaglia legale tra Edison e i numerosi altri inventori. Ma ormai la corsa alla produzione cinematografica è partita. Inizia inoltre la divisione di ruoli tra registi e responsabili delle proiezioni dei filmati. Numerose compagnie iniziano ad investire nell’uno e nell’altro campo, costruendo sale cinematografiche da una parte e finanziando la realizzazione di nuovi film dall’altra.

 

 

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